/    /  Quartiere ebraico

Quartiere ebraico

La storia della comunità

Sin dalla prima metà dell’XI secolo, la città di Trani ospitava una corposa comunità ebraica arrivata sulle coste dell’Italia Meridionale dalla Spagna Islamica per sfuggire all’intolleranza dei musulmani Almohadi.

A questa comunità già esistente si aggiunsero probabilmente le famiglie di ebrei scappate da Bari quando Guglielmo I di Sicilia la distrusse nel 1156 per punirla di essersi consegnata all’imperatore bizantino Manuele I Comneno.

Seguì il periodo Il normanno-svevo, il  più fiorente per questa comunità.

Con Enrico VI di Svevia nel 1195 si conferma l’autorità dell’arcivescovo di Trani sulla giudecca, tuttavia gli ebrei tranesi godono della protezione dell’imperatore che proibisce le conversioni forzate e l’estorsione di denaro da parte di funzionari o cristiani nei loro confronti.

Una intensa testimonianza ci giunge da Cesare Lambertini, giurista tranese dell’epoca, che spiega come la comunità, sotto la protezione di Federico II di Svevia, si fosse aggiudicata il monopolio del commercio della seta. Allo sviluppo economico coincide quello culturale con la costruzione di ben 4 sinagoghe, l’ultima delle quali fu completata nel 1247.

La serenità della comunità tranese fu turbata agli inizi della dominazione angioina con l’accanita azione di proselitismo di Francescani e Domenicani, spinti dalla corte angioina, portò alla fine del XIII secolo al disfacimento delle comunità e al passaggio di molti ebrei alla fede cristiana.

Di conseguenza le quattro sinagoghe di Trani furono convertite in chiese cattoliche. Oggi, solo due sinagoghe sono giunte sino a noi, Sinagoga Scolanova e Sinagoga-museo Sant’Anna, ed è possibile visitarle.

Le conversioni della fine del XIII secolo, tuttavia, non distrussero del tutto in Trani la presenza ebraica che ebbe una ripresa sotto il regno degli Aragonesi, divenuti nel 1442 nuovi signori del regno.

La comunità rimase tra le più importanti di Puglia fino al 1495, quando Carlo VIII di Francia invase il Regno. Fu così che i beni degli ebrei furono sequestrati e ben 120 famiglie fuggirono a Barletta, Giovinazzo e altri paesi vicini.

Con Ferdinando II di Napoli, detto il Cattolico, ritorna per la comunità ebraica un periodi di relativa serenità. Nel 1496 cedette in pegno Trani a Venezia, che la tenne sino al 1509. Tuttavia già nel 1510 gli ebrei dovettero lasciare la città per volontà  proprio di Ferdinando II di Aragona.  In tutto il Regno fu permesso anche di restare a circa duecento famiglie ebraiche facoltose per sovvenire ai bisogni del popolo. Le necessità economiche spinsero gli spagnoli, di lì a qualche anno, a favorire il ritorno degli ebrei e a legalizzare la loro presenza.

La comunità di Trani è di nuovo attestata nel 1518 e perdurò sino al 1541, anno dell’espulsione definitiva degli ebrei dal Viceregno voluta dall’imperatore Carlo V d’Asburgo.

Non puoi registrarti